Ottavio Falconieri - Leopoldo de Medici - 1670-11-29

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Ottavio Falconieri, Rome

Ottavio Falconieri - Leopoldo de Medici - 1670-11-29
FINA IDUnique ID of the page  4956
InstitutionName of Institution. Florence, Archivio di Stato
InventoryInventory number. Carteggio d’artisti, XI, f° 291
AuthorAuthor of the document. Ottavio Falconieri
RecipientRecipient of the correspondence. Leopoldo de Medici
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . November 29, 1670
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Rome 41° 53' 41.28" N, 12° 29' 7.22" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Leonardo Agostini, Francesco Cameli
LiteratureReference to literature. Paruta 16121, Giovannini 1979, p. 168-9, note 632
KeywordNumismatic Keywords  Gems , Price , Collection Sale , Roman , Sicily , Greek , Exchange
LanguageLanguage of the correspondence Italian
External LinkLink to external information, e.g. Wikpedia 
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 29 novembre 1670 (de Rome) : « Ser.mo e Rev.mo Principio, De gl’intagli che l’A.V. si degnò d’inviarmi la settimana passata non sono stati giudicati antichi da questi intendenti se non due cose : la Cibele in prasma di smeradlo, e la figura in ametisto con le lettere greche , e quanto al prezzo i medesimi hanno giudicato, che tutte e sei possano valere una doppia. L’Agostini col quale ho trattato questa mattina per la compra delle medaglie mezzane s’e mostrato assai costante nella pretensione degli scudi 200 per ultimo prezzo, benché io habbia procurato di renderlo capace ch’egli doveva contentarsi de’ 160 che venivano stimate dal Cammelli, e da me, quando V.A. si fusse risoluta a pagargliele questo prezzo, e con questo l’ho lasciato. Hoggi poi egli è tornato da me, e mi ha proposto un partito che per pareggiare la somma de’ 200 si contenterà di aggiungnere alla vendita le sue medaglie di Sicilia al numero di 240 fra le quali dice esservene molte rare stampate da lui nell’agiunte al Paruta, e che calcolate a ragione di un giulio l’una farebbero in tutto la somma di scudi 184 secondo il nostro conto. Io gli ho risposto ch’essendo questa una nuova proposta intorno alla quale non sapevo l’intenzione di V.A. non potevo se non rappresentargliela per havere i suoi ordini. Non ho lasciato però di dirgli per vantaggio del negozio che V.A. ne havava da 60 fra argento, e rame, e che le medaglie di Sicilia non dovevano valutarsi al prezzo accennato da lui. La scarsezza del tempo non mi ha permesso di poter sentire il parere del Cammelli intorno a questo nuovo partito, ma io non stimo che sia da disprezzarsi poiché, ascendendo la stima del Cammeli come altre volte ho scritto a V.A. a scudi 180 delle sole medaglie mezzane, sarà più vantaggio l’haver per 200 anche quelle di Sicilia che le sole mezzane per 190, che sarà secondo me tutto quello che si potrà guadagnare della pretensione dell’Agostini. Re sterebbe solo il vedere se le medaglie della Sicilia vagliono gli scudi 20 che si aggiungerebbero al prezzo, ma a questo sarà facile il trovar ripiego, poiché io farò veder intanto al Cammeli le medaglie, e quando egli li stimi il prezzo sudd.o mi valerò della notizia per concludere il trattato se a V.A. piacerà il partito proposto, ma quando vi sia differenza notabile nella stima, in modo che non torni conto a pigliarle, io l’escluderò sul motivo, che V.A. non habbia havuto voglia di applicarmi e mi ristrignerò a trattare delle mezzane sole secondo gli ordini che mi verranno da V.A. a fine di potere o in un modo o in un altro terminare il negozio e finire di aggiustare lo studiolo nel quale restano già collocare tutte l’altre medaglie delle quali è capace. Supplico bene V.A. accioché si degni di significarmi se vuole che si levino via le medaglie superflue dalla serie mezzana, e da quella d’argento come si è fatto delle grandi delle quali ho già date parecchi in baratto di altre medaglie di alcuni metalli antichi i quali spero che non dispiaceranno a V.A. Né devo lasciar di dire all’V.A. che s’ella havesse pensiero di disfarsi di quelle tavole di corame dorato nelle quali stavano prima le medaglie io troverò facilmente a cambiarle con delle miscee essendomene già stato dato qualche tocco da quel medesimo dal quale ho havuto i metalli. Sopra tutte queste cose starò attendendo i riveritissimi comandamenti di V.A. per eseguirgli con quella attenzione ch’io devo, ed intanto inchinandomele profondamente resto… » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, XI, f° 291 ; L. Giovannini 1979, p. 168-9, note 63).

References

  1. ^  Paruta, Filippo (1612), Della Sicilia descritta con medaglie, Palermo, Maringo.
  2. ^  Giovannini, L. (1979), "Notizie sulle medaglie della collezione Agostini acquistate dal Cardinale Leopoldo de’ Medici", Rivista italiana di numismatica, 81, pp. 155-176.