Annibale Caro - Fulvio Orsini - 1562-9-15

From Fina Wiki


Annibale Caro - Fulvio Orsini - 1562-9-15
FINA IDUnique ID of the page  6923
InstitutionName of Institution.
InventoryInventory number.
AuthorAuthor of the document. Annibale Caro
RecipientRecipient of the correspondence. Fulvio Orsini
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . September 15, 1562 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Rome 41° 53' 35.95" N, 12° 28' 58.55" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation.
LiteratureReference to literature. Caro 1725b, lettre n° 186, p. 295-3011, Castellani 1907, p. 325-3292, Greco 1961, lettre n° 671, p. 123-1273, Daly Davis 2012, p. 40-444
KeywordNumismatic Keywords  roman, hilaritas, securitas, pax, laetitia, justitia, aequitas, pietas, annonae, coin types, iconography
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia
Map
Loading map...
Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

Lettre du 15 septembre 1562 (de Rome): "A M. Fulvio Orsino, a…..Troppe cose mi domandate in una volta, e con troppa fretta, volendo esser servito così subito, come già per due vostre m’avete sollecitato in un giorno medesimo. Pure, dicendomi che v’importa la celerità, mi son messo tutta questa notte a razzolar le mie medaglie; non l’avendo ancora a ordine, per modo che le possa trovare in un tratto; come spero di poter fare. Ora, rispondendovi capo per capo secondo le vostre interrogazioni: HILARITAS PVBLICA, queste due parole a punto non ho trovato ancora in medaglia alcuna: ma sì bene in tutti i modi sottoscritti: HILARITAS. Questa in Comodo d’argento, è una Dea vestita di lungo, con la destra appoggiata sopra una palma, e nella sinistra tiene un corno di dovizia. In Giulia di Settimio d’argento la medesima, in Didia Clara di bronzo; la medesima. HILARITAS AVGG. in Tetrico d’argento; con la medesima figura di sopra. HILARITAS P. R. in Adriano di Bronzo, e d’argento; pur con la stessa figura, ma con due figurette di più dagli lati. Queste sono mie medaglie. Il Pierio ne cita due; una di Faustina, con lettere sopradette, e con una figura, che nella sinistra tiene un corno di dovizia, e nella destra un tirso vestito tutto di frondi, e di ghirlande: l’altra col corno medesimo da una mano, e con un ramo di palma nell’altra, che gli passa sopra al capo. Con questa dell’Ilarità, si può porre quella che è fatta con questo nome, LAETITIA. In Giulia di Severo; una figura di donna che con la destra sparge la mola salsa sopra l’ara; con la sinistra tiene un timone. SECVRITAS TEMPORVM. nè anco queste due dizioni trovo così accoppiate: ma sì bene come appresso vedrete. e prima semplicemente: SECVRITAS. In Nerone; una donna che siede, e si riposa con un'orecchia sopra la destra, e con una gamba stesa oziosamente. Il Pierio la dichiara, quanto al riposarsi in questo modo, con un luogo di Plinio: Nihil est, quod in dextram aurem, fiducia mea dormias. e la gamba stesa, con un'altro di Luciano: Et, illud quod in votis omnium est, extensis pedibus tandem occubare possis. Questa in Elena di Costantino di bronzo, è solamente una figura di donna che siede. In Lucilla; una nutrice, che siede con tre bambini intorno, de’ quali uno allatta, e due le scherzano a’ piedi. SECVRITAS AVG. in Gallieno d’argento; una figura di donna che sta dritta: con la destra tiene una corda, con la sinistra un’ancora. In Ostiliano; un’altra simile, che con la sinistra s’appoggia a una colonnetta, e con la destra tiene un ramo di palma. SECVRITAS AVGVSTI. in Nerone citato dal Pierio; una figura di donna che siede; innanzi ha un’ara; con la sinistra tiene una bacchetta, con la destra si sostiene il capo. SECVRITAS AVG. in Gallieno d’argento; una figura di donna che con la destra tiene una palla, con la sinistra una lancia, col cubito appoggiato a una colonnetta. SECVRITAS AVGG. in Gordiano; una donna che siede con lo scettro in mano. SECVRITAS PVBLICA. in Antonino di bronzo; una figura di donna togata, e ammantata; appoggiata a un’asta. SECVRITAS REIP. in Giuliano di bronzo; un bue sciolto dal giogo. In Valente; una Vittoria. In Onorio; una figura con la destra appoggiata a un’asta; con una palla nella sinistra. SECVRITAS P. R. in Ottone d’argento; una figura di donna in piedi; nella destra con una tazza, nella sinistra con uno scettro, o lancia. SECVRITAS IMPERII. in Settimio Geta d’argento; una figura, con la destra che tiene una palla, con la sinistra appoggiata al seggio. SECVRITATI PERPETVAE. in Antonino di bronzo; una figura con la destra appoggiata al seggio, con la sinistra a un’asta. In M. Aurelio; una figura che con la sinistra si regge il capo, con la destra tiene una verga. SECVRITAS ORBIS. in M. Giulio Filippo; una donna che siede; con la destra tiene una saetta, con la sinistra in alto appoggiata al seggio. Della Pace (terzo vostro quesito) nelle medaglie si trova così: PAX. In Lucio Vero d’argento; una figura di donna; nella destra ha un ramo d’olivo, nella sinistra un corno di dovizia. In Trajano d’argento; una figura dritta; con la destra abbrucia l’arme con una facella; con la sinistra tiene un corno simile. PAX AVG. in Antonino d’argento; col ramo d’olivo, e col corno, come nel Vero. In Gordiano d’argento; con l’olivo, e con lo scettro. In Vettorino di bronzo; il medesimo. PAX AVGVSTA. in Massimino di bronzo; con l’olivo, e con lo scettro. PAX AVGVSTI. in Vitellio di bronzo; con l’olivo, e col corno. In Tacito di bronzo; nella destra con le spiche, nella sinistra con l’asta. In Gordiano; col ramo, e con lo scettro. PACI AVGVSTAE. in Vespasian d’oro; a sedere, col ramo, e con lo scettro. PAX ORBIS TERRARVM. in Ottone d’argento; nella destra con le spiche, nella sinistra col caduceo. PACI ORB. TERR. AVG. in Vespasian d’argento; il capo solo grande della Dea, con bella acconciatura, mitrato, e turrito. Queste sono le descrizioni che trovo della Pace, quanto alle medaglie. Negli Autori si vede descritta variamente ornata quando di spiche, quando d’oliva: alcuna volta col lauro; alcun’altra con solo caduceo. Ed è stata alle volte figurata che porti in braccio Pluto, Dio delle ricchezze, in forma di putto cieco, con una borsa in mano. vedete il Giraldo. Io non so, se mi domandate queste figure, per descriverle, o per rappresentarle, o per dipingerle. Però vi aggiungo che si deve far bellissima d’aspetto; saper che è compagna di Venere, e delle Grazie; Signora de’ Cori; Regina de le Nozze. Quanto all’altra domanda, della Giustizia; sotto questo nome non la truovo nelle medaglie, salvo una volta, così: IVSTITIA. in Adriano d’argento; una donna a sedere, con la tazza nella destra, con l’asta nella sinistra. Negli Autori poi sapete che si fa figliuola di Giove, e di Temi: di forma, e d’aria di Vergine; d’aspetto veemente, e formidabile, e con occhi fieri: non umile, non atroce; reverenda, e con una certa melanconica dignità: e, che presso gli Egizj si fingeva senza capo; e jeroglificamente era significata con la man sinistra distesa. Da altri è stata fatta, a sedere sopra una lapida quadrata, in una mano con la bilancia pari, dall’altra con una spada occulta sotto l’ascella. nel qual modo la feci fare per la sepoltura di Paolo III. ed appresso con le secure, e con le falci. Ma in luogo di IVSTITIA, nelle medaglie si trova quasi in tutte, AEQVITAS. e AEQVITAS AUG. In Gordiano d’argento; nella destra con la bilancia, nella sinistra col corno di dovizia. In Trajano, in Gallieno, in Nerva, in Treboniano, la medesima. Quanto all'ABVNDANTIA; con questa parola non è manco nelle medaglie; che io sappia. in suo luogo si pone ANNONA. e nelle mie trovo così: ANNONA AVG. In Adriano di bronzo, e d’argento; una misura da frumento con le spiche dentro. In Antonino, in L. Vero; la medesima. In Antonino di bronzo; la Dea Cerere, con le spiche nella destra, stesa sopra una prora di nave; ed una misura frumentaria: nel qual modo sapete che significavano l’Annona marittima. In Antonino; un’altra con la medesima figura, che tiene le spiche, e ’l corno di dovizia; ed a’ piedi una misura, come le sopradette. ANNONA AVG. in Treboniano Gallo; con la destra tiene un timone; con la sinistra le spiche; che ancora in questo modo significavano l'Annona provista di mare. Della Religione; io non trovo; che nè anco sotto questo nome ho medaglia alcuna appresso di me. nè so che sia citata da altri. Ve ne sono bene infinite, con questo: PIETAS. In Druso; il capo solo della Dea, velato, mitrato; e così in altri luoghi. In M. Antonio Triumviro; con la sinistra tiene un corno di dovizia; con la destra come un timone; ed appresso è una picciola cicogna. In T. Elio; una Dea in piedi, con le mani aperte, e supine verso il cielo. In Faustina; con una mano si tiene un lembo della vesta, con l’altra sparge la mola sopra l’altare. In Adriano; con una tiene il lembo nel medesimo modo; l’altra è supina verso il cielo. In Lucilla; ha l’ara innanzi, e la tazza rovesciata sopra l’altare. In Treboniano; con la destra stesa, e col corno nella sinistra. In Treboniano medesimo; con le braccia, e con le mani aperte, guardando il cielo. In Decio giovine; un giovinetto mezzo ignudo; nella destra un non so che, che si discerne; nella sinistra un caduceo. In Plautilla; con la destra tien l’asta; con la sinistra un bambino. PIETAS AVGG. in Valeriano; insegne, ed istrumenti augurali. In Carino; il medesimo. Salonina; una donna a sedere con due bambini innanzi, ai quali stende non so che; e con la sinistra s’appoggia a un’asta. PIETAS AVGVSTAE. in Ottacilla; con una mano supina verso il cielo. PIETAS PVBLICA. in Giulia di Severo; una figura in piedi avanti all’ara, con ambe le braccia aperte, e con le mani supine verso il cielo. Della Munificenzia, non ho medaglia alcuna, se non quella d’Antonino di bronzo; che sta così: MVNIFICENTIA AVG. e per rovescio ha uno Elefante. Ed una simile in Settimio Severo. non so se, perché questo animale sia di natura munifico; o perchè volesse significare la munificenzia di quelli Imperatori, che producessero gli Elefanti negli spettacoli. Vi ho messo distintamente, come ho trovato e nelle medaglie, e negli Scrittori, per supplire al mancamento ch’avete voi costì de’ vostri libri, e delle medaglie. Del resto fate il giudicio da voi, che io non ci voglio far altro. E non mi par d’aver fatto poco, a non dormir questa notte, per non mancare alla fretta che me ne fate. Vi prego a baciar le mani al padrone da mia parte, e raccomandarmi a tutti. Di Roma, alli xv. di Settembre. M. D. LXII" (Caro 1725b, lettre n° 186, p. 295-301; Castellani 1907, p. 325-329; Greco 1961, lettre n° 671, p. 123-127; Daly Davis 2012, p. 40-44).

References

  1. ^  Caro, Annibale (1725), Delle lettere familiari del commendatore Annibal Caro, vol. II, Parma.
  2. ^  Castellani, G. (1907), "Annibal Caro numismatico", Rivista Italiana di Numismatica, 20, fasc. 2, pp. 311-331
  3. ^  Greco, Aulo (ed.) (1961), Annibale Caro. Le lettere familari, vol. III, Felice Le Monnier, Florence.
  4. ^  Daly Davis, Margaret Daly (2012), “Il rovescio della medaglia no. 1: Two letters by Annibale Caro: numismatic methods and ancient coin reverses.” Fontes, 72, p.4–32.