Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1559-1-24

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Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1559-1-24
FINA IDUnique ID of the page  924
InstitutionName of Institution.
InventoryInventory number.
AuthorAuthor of the document. Antonio Agustin
RecipientRecipient of the correspondence. Fulvio Orsini
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . January 24, 1559 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Piedimonte matese 41° 21' 2.95" N, 14° 22' 4.91" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation.
LiteratureReference to literature. Agustin 1772, VII, p. 231-232, lettre II1, Carbonell i Manils 1992-1993, p. 177, note 34, 180, note 46.2
KeywordNumismatic Keywords  roman republican, roman, cassius, servilius, muses, duplicates, lepidus, pïso frugi, plaetorius, greek, kroton, sybaris, vibo valentia
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia https://books.google.be/books?id=2UdBOCGPLTkC&printsec=frontcover&hl=fr&source=gbs ge summary r&cad=0#v=onepage&q&f=false
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

Lettre du 24 jan. 1559 (de Pedemonte) :« Sarà un gran peccato se le medaglie e pesi escono delle mani votre, ma io dubito delli uccelli di Palazzo non le rapiscano per se, e poi le disperdano. Vi ringrazio infinamente di quelle belle medaglie che mi conservate, e goderò ancora di vedervi arrichito di quell’altre, ma non vorrei che siste intrato in tanta spesa. La medaglia di C. Cassio e M. Servilio hà la testa di una donna in treccie & è coronata, comme una musa ò vittoria: dal rovescio un cancaro che tiene con le forfici un acrostirio di una nave: e dietro il canacro mi pare discernere un diadema sciolto, & un’altra cosa che non la conosco bene, come un vasetto ò / fiore ò grillo. Delle muse l’una è Thalia della mascara, l’altra è di quelle che fuonano la lyra, la quale si sta di due ovvero più modi; questa tiene la lira sopra una colonna, e con la destra mostra toccar le corde. Credo haver un’ altra rotta in Roma che ha quella colonna, e lira, ma con la mano a basso col plettro, non sò se la chimattimo Euterpe ò Polyhymnia. Non credo che vi scrivessi di un M. Lepido il quale è duplicato, perche in Roma hò uno, dove non si vedono queste lettere M. LEPIDVS ANN. XV. PR. H. O. C. S. Le quali interpreto così: M. Lepidus annos XV Praetor Hispaniam obtinuit citeriorem solus. Hà dell’un canto una testa di una vittoria, dell’altro una statua equestre con un trofeo portato dall’equite. Se havete altra interpretazione delle lettere, ovvero quella potete confermare con libri, fateci parte nella prima. Hò una legge XX di M. Ant. Un C. ANNI T. F. T. N. PRO COS EX SC. E dell’altro canto L. FABI L. F. HISP. Con le cose ordinarie, una testa di donna, & una quadriga. Hò un PAULLUS TER CONCORDIA, bellissima medaglia con Perseo e li figliuoli come le altre. UN C. SERVEILI M. F. Con Castore e Polluce che voltano i cavalli in traverso bellissimi. Il sabula della Medusa assai buona. Il PROVOCO di P. LAECA, C. MAL. Che stà à sedere sopra certi scudi ò scogli, & una vittoria l’incorona. C. Fontejo con un Jano & un trireme, un M. TULLI. Commune, un L. IVLI con li amori che tirano il carro di Venere. Hò certi Pisoni Frugi che si trovano per tutto, ma uno ha di sopra il cavallo che corre una teila di un barbato & horrido come quelli di C. Vibio Pansa. Un L. LIC. CN. DOMIT. Dell’altro canto L. POMPONIO; un vittoriato bello di L. RUBRIO DOSSEN. QUADRIGATI Q. FABI LABEO CN. DOMIT. Senza il lione; L. SENTI. C. F. ARG. PUB. BIGATO SAFRAC. PLUT. Con Castore e Polluce; M. Plaetorio con l’aquila e fulmine, penso d’haverlo ancora in Roma. Un leon con la testa di lione d’un canto, e dall’altro uno che sacrifica, questo è come sestertio, ma molto bello; hò una dragma che d’un canto ha una testa di Giove, dall’altro una corona d’oliva & una cifra così (monogramme dessiné); qui faccio fine all’argento. Di quelle di bronzeo greche vi scritti nell’altra. Hò piacere della testudine che sia del Peloponneso, e che habbiate una d’argento. Se la mia fosse d’oro saria molto più bella, perche pesa due oncie e più. Desidero sapere se vi restorono in mano quelle due medaglie d’oro consulari, che mi ripigliaste al ripartire. [...]Tornando alle medaglie hò trovato in Strabone l’interpretazione di due; una di Crotone con il tripode, la quale hò quì in argento cugnata di un canto solamente, ma credo che si trovi con la testa di Apolline dall’altro canto. Voglio che significhi l’oraculo Apolline Delfico fatto a Myscello, il quale voleva mutare l’abitazione à Sibari, e li fu risposto che non la facesse: le parole trovarete nel lib. VI di Strabone. L’altra è di Valentia con una testa di donna, e di rovescio due cornucopia pieni di fiori e frutti, questa hò di bronzo in Roma. Strabone dice una carta indietro che Hipponum fu poi detto Vibonia Valentia dove Proserpina coglieva i fiori e li portava in Sicilia, e che sono tanti in quel luogo che è vergogna alle donne comparali. La terz interpretazione sarà della testudine che significhi σπευδε βραδεως, la celerità de carri con la tardità di quell’animale. Vel da melius, vel his utere mecum. ... Di Pedemonte alli XXIV di Gennaro del LIX” (Agustin, Opera omnia, VII, 1772, p. 231-232, lettre II).

References

  1. ^  Agustin, Antonio (1772), Opera omnia, VII, Lucca.
  2. ^  Carbonell i Manils (1992-1993), "Fulvio Orsini i Antonio Agustín, precursores de la moderna numismática", Annals de llnstitut dEstudis Gironins (Girona), XXXII, p. 169-186.