Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1574-1-25

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Antonio Agustin - Fulvio Orsini - 1574-1-25
FINA IDUnique ID of the page  1034
InstitutionName of Institution.
InventoryInventory number.
AuthorAuthor of the document. Antonio Agustin
RecipientRecipient of the correspondence. Fulvio Orsini
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . January 25, 1574 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Lerida 41° 36' 53.14" N, 0° 37' 36.41" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Sebastiano Erizzo, Onofrio Panvinio
LiteratureReference to literature. Orsini 15771, Agustin 1772, VII, p. 254-256, lettre XLIV2
KeywordNumismatic Keywords  greek, cappadocia, ariarathes, roman, augustus, legend, roman republican, porcius, acilius, parthian, arsacids, egypt, greek, ptolemies, cleopatra, postumus, galba, pescennius, pontus, mithridates, orodes, phraates, tiridates, pharnakes
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia https://books.google.be/books/about/Antonii Augustini archiepiscopi Tarracon.html?id=GfGRUnYNA8YC&redir esc=y
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 25 jan. 1574 (de Lerida) : “Pure vi ringrazio ter, & amplius, & per la medaglia del rè Ariaratho, incontra cambio vi mando il vostro ITI tanto desiderato, ma credo con poco guadagno, pure è bella cosa cavarsi la voglia, se ben con le giande ò maroni di Spagna. Mandovi ancora parte dell’historici antiqui, & non sò che baje di emendatio nidi Cicerone, & Livio, poi che havete così buon stomaco, che patiresti più che questo. Penso ancora mandarvi una lista di Triumviri Monetali sotto Augusto. Quelli vostri Quartumviri non li trovo, Dio voglia che non siano municipali, & ch’il vostro capriccio lambicandolo un altra volta non si disfaccia in fumo come la quinta essentia. Pure assicuratevi bene prima, ant sint, postea quid sint, & quales. A me il luogho di Dione lib. 54.è chiaro, che dice li XX viri essere stati XXVI. ma nota quali sei fossero tolti via non già li Quatuorviri Monetales, che non ci furono mai. Sed IVviri viar. curand. extra urbem & IIviri Campaniae. Li IIIviri a. a. a. f. f. credo siano dal tempo che si batte prima l’oro, non prima, perchè altrimenti, non sariano Auri flatores ; nota Plinio il tempo tanto dell’oro, quanto dell’argento, se bene il numero d’anni è guasto, ma facile d’emendar per li fasti. Credo che dica del argento primo quattro anni avanti il primo bello Púnico che fu se non erro del 489. levate 4. restan 485. Dell’oro dice li primi denarii erano grandi, li secondi piccoli, secondo il valore di assi di rame prima di dieci libre, poi di XX. onze, & alla fine di XVI. & alcuna volta di XXXII. & poiche si trovano denarii con la nota XVI. col nome LIVLI, & vittoriati col nome M. PORCI con la nota di VIII. è cosa probabile, che li triumviri fossero in quel tempo fatti ordinarii magistrati. Prima credo sichiamassero Mensarii, & si trovano in Livio Vviri, &I IIviri extraordinarii. Cosi credo li vostri Curatori & III (si qui sint) essere extra ordinem fatti per qualche commodità, ò neceffità. Nelli denarii di Cesare si trovano con queste lettere a. a. a. f. f. Credo un Maridiano ma non dice IIIvir. In Pomponio Jurisc. si nota esser fatti questi monetali magistrati ordinarii. Il luogho di Cicerone è chiaro: malim auro argento aeгеfuissent. Ad Atticum hò notato un altra menzione d’un monetale 165.6. Monetali autem adscripsi quod illi ad me pro cos. questo luogho penso che fossi doppo il ritorno di Cicerone fugitivo dell’acie pharsalica: in tempo d’altri impp. Doppo Augusto si trovano inscritioni, una in Tivoli d’un Plautio Silvano, & un altra in Hispagna in Tarracona. Al P. F. Onofrio cancellate quello che dice delli Sigg. della Sanità IIIviri valetudinis per non intender la medaglia di M. ACILIO. Credo lodica un altro non sò se il Ericio (Erizzo), il quale fa una gran arenga, per provare che medagüe non siano monete, & tutti i testimonii, che adduce di antiqui dicono il contrario. Credo bene che alcune non fossero monete come hoggidi accade. [...] / Li vostri Arsacidi non l’intendo bene ; trovo in Strabone Arsace esser detti li rè in Persia ; li vostri pajono rè Ptolomei di Egipto. Vedo ancora che Cleopatra si chiama nelle medaglie Regina Regum, come questi vostri. La statua Hispanorum è cosa incerta, & perche di Galba? furono Galbe in Hispagna, & si trovano medaglie con quel nome. Si trova ancora una di Postumio Albino con la testa di Hispan. La cosa del Capio Brutus, & del Regulus, non vivoglio contradire per cortesia, quel Servilius che sia Ahala, quando amazò Sp. Malio non mi piace ; non fu pugna equestre quella, nè manco nella medaglia si legge Ahala. Il libro de Familiis aspetto, & indurvi delle corretioni Ciceroniane fatte amodo vostro, non lasciate quella ad Atticum lucos, & parata aliorum contemno, dove dice vicos che piacque assai a P. O & fu capriccio mio. Come è del P. Vatinius, pro Vattieno, & si confirma con un libro, & con Val. Maxim, così trovo in quel de natura Deor. cincinnatas pro cometas in duoi luoghi in libri scritti a mano. Pescennio stà come dice F. Onofrio nella finede Fasti che io trovai una medaglia in Vienna tra quelle dell’imp. Fred. & dove altri leggevano Pescennius Nigerius, io essi Niger. Just. idest Justus, & tutti l’historici lo chiamano Niger niuno Nigerius. [...] Arsaces il primo fu padre di Arsaces il secondo: costui fu padre di Pampotio terzo padre di Farnaces quarto & di Mithridates quinto padre di Phraates sesto rè ; à соstui successe Artabano suo zio fa i1 settimo padre del ottavo Mithridates Magno, non è costui il Pontico di cuí habbiamo monete col nome; il nono fu Orodes fratello di costui, & padre di Pacoro, & Phraates decimo, & undecimo; l’ultimo è Tyridates. Si vede ancora la interpretatione della medaglia di Augusto SIGNIS RECEPTIS. Molti altri rè de Parthihò ridotti nel crónico di Gregorio Monaco fin al tempo di Machometto. Dice costui che arrivarono li Arsaci fin al tempo di Alexandro figlio di Mamaea. Volaterano ancora fa un altra lista & cita Appiano, il quale non hò ricercato. Item ut aliud ex alto. In Vitruvio lib. 8. hò letto di due fontane mirabili appresso il sepolcro di Euripide. Aggiungete al libro de Imaginibus questa baja ancora. Del Pytheo si trova ancora in Vitruvio che fu architetto lib.VII. in prologo, & alibi, come riferisce Philandro. Mandovi li nomi di triumviri del tempo di Augusto, & è di notar il tempo, che si conosce in questo modo, che dovela medaglia dice PONT. MAX. è doppo la morte di M. Lepido, dove TR. POT. si troverà forse il tempo preciso in Dione. In Appiano, & in Justino hò imparato, che Mitridate Eupator Dionisio, il quale fu vinto da Lucullo, & Pompeio, fu figliolo di Mitridate Evergetes, & fu nipote di Farnace, & pronipote d’un altro Mithridate. Tanto che questi non sono li Aríace, ò Arsacide, ma si chiama rè di Ponto. Nelle medaglie si trova questo cognome di Eupator, & fu detta una città da lui Eupatoria, & forse un herba. Il nome di Evergete è commune con altri rè. Questa faccenda sarà della S. V. quando rifarà il libro de Imaginibus aggiungendo li ritratti di tutt’i rè che si trovano in medaglie. Io mi accorgo, che hó ciccalato troppo” (Agustin, Opera omnia, VII, 1772, p. 254-256, lettre XLIV).

References

  1. ^  Orsini, Fulvio (1577), Familiae romanae quae reperiuntur in antiquis numismatibus ab Vrbe condita ad tempora divi Augusti ex Bibliotheca Fulvi Vrsini, Adjunctis familiis III ex libro Antoni Augustini, ep. Llerdensis, Rome.
  2. ^  Agustin, Antonio (1772), Opera omnia, VII, Lucca.