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Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1681-7-7

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Enrico Noris - Francesco Mezzabarba Birago - 1681-7-7
FINA IDUnique ID of the page  7044
InstitutionName of Institution.
InventoryInventory number.
AuthorAuthor of the document. Enrico Noris
RecipientRecipient of the correspondence. Francesco Mezzabarba Birago
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . July 7, 1681
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Florence 43° 46' 11.53" N, 11° 15' 20.09" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Filippo Paruta, Cosimo III de' Medici, Adolf Occo
LiteratureReference to literature. Occo 15791, Paruta 16122, Mezzabarba Birago 16833, Noris 1741, lettre XLI, col. 115-1194
KeywordNumismatic Keywords  collection classification, greek, bruttium, syracuse, spain, iberian, collection numbers, paleography, ilipa, juba, mauretania, augustus, roman provincial, ptolemy, laelius, caracalla, geta, septimius severus, tiberius, sicily, south italy
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=hvd.32044081387508&view=1up&seq=64&skin=2021
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

Lettre du 7 juillet 1681 (de Florence): "Ho terminato ordinare la nuova Galleria di medaglie di S. A. S. e due ne ho osservato, che servono per quelle d'Augusto. Alla pag. 42. dopo la prima medaglia. COL. JUL. PHIL. pone la seconda così. ILIPPENSE. Piscis. Spica magna quasi che dir debba Philippense, o altro, e manchino le prime lettere di quella città. Erra in ciò, poiché fra queste di S A. ve ne sono 21. majoris magnitudinis e 2 minimæ di questa città, la maggior parte delle quali sono segnate con lettere più Spagnuole che Latine, benché tutte abbino il medemo diritto, e rovescio. L’Agostini nel Dialogo 8. pag. 234. pone questa medaglia, e legge: ILIBENM. e dice non intenderla, e legge ILIBENA. eccole la correzione; In multis nummis Mediceis majoris ac minoris magnitudinis legitur: ILIPENSE, vel ILIPENSe, & ILIΠEZE in aliis, Græca littera Π pro latina P posita. Erat urbs in Bætica, ac Plinio lib. 3. cap. I. dicitur: Ilipa cognomine Italica. Livius etiam ejusdem meminit initio lib. 35 Pugnatum inde haud procul Ilipa urbe est. Nel diritto ha una spiga grande per traverscio, senza alcuna parola. ne' roversci si vede un pesce con sopra o come un c rovesciato, o sia una meza Luna, che io non comprendo e sotto il pesce: ILIPENSE, o col Π come ho detto. Non vi sone altre parole, ne teste d’Imperatori, o figure. Si può porre nell'Occone per pura correzione, e con tale occasione nominare quella città. Cinque altre medaglie di metallo minimæ magnitudinis ma però grosse, sono così segnate in detta Galleria. AUGUSTUS DIVI F. Caput eiusdem sine laurea. C. LAELIUS ARALUS II. V. nel giro, e nel mezzo in un circolo si legge REX PTOL: Rex Ptolemeus in bisce nummis obsignatus, est filius Jubæ junioris, quem Augustus utriusque Mauritaniæ regem designavit. Hujus Ptolemæi meminit uti iam regis Strabo lib. 17. eundem Cajus Caligula occidit, ex Suetonio cap. 26. Cum vero in eisdem nummis Augustus Divus, non vocetur, idem Ptolemeus videtur vivente etiamnum Augusto, regnum, Juba patre demortuo, administrasse, secus ac scripsi dissert. 2. de Cenotadhiis Pisanis, cap. 12. nisi forte Juba pater filio regium nomen cum futura successione ab Augusto impetrasse dicatur. Ejusdem Ptolemei numisma edidit Patinus in notis ad laudatum cap. Suetonii. Se V. S. Illustrissima si compiacerà porre queste 4. righe come dette, o scrittele da me, lo riceverò per favore, perché così io corregerò ciò che scrissi ne i Cenotaffi. Se bene il luogo di Strabone, che ivi adduco, mi par chiaro, e forsi non vollero dare il titolo di Divus ad Augusto, come a Giulio. Intanto da queste medaglie io noto, che errai in una medaglia, che le ho inviatto sotto Augusto, ove io ho scritto: C. LAETILIUS ARULUS II. V. Q. mentre si deve scrivere: C. LAELIUS, e non Lætilius, mentre dal prenome, e cognome veggo ch'è lo stesso personaggio. Tre di queste medaglie sono in parte logore; ma una meglio conservata spiega le lettere che mancano alle altre, in tutte 5. però si legge nel circolo REX PTOL. Queste medaglie sono di città nella Mauritania, ove alcune luoghi avevano ordinati i magistrati all'usanza Romana, avanti che fossero le Mauritanie da Augusto donate a Juba, come narro nei Cenotaffi; poiché dopo la morte di Bocco Re, Augusto le aveva ridotte in provinzia. Nelle medaglie avanti i Vespasiani sono rare volte segnate le Tribunizie potestà; ma in quelle di Vespasiano e figli, che sono d'argento, ne ho vedute molte con la TR. P. In quelle di Trajano e Adriano vi si vede solo TR. P. senza numero de gli anni, che spesso occorrono segnati in quelle di Pio, M. Aurelio, e Commodo. Lo stesso si vede in quelle di Settimio Severo, i di cui Giuochi secolari sono sotto la Trib. P. XII. che correva nel consolato di Cilone e Libone, come ottimamente scrive Occone pag. 356. In questa Galleria vi è una medaglia d'argento così segnata. Severus Pius Aug. Brit. P. M. TR. P. XIX. Cos. III. P. P. Con questo numero XIX. molte anco ne pone Occone alla pag. 361. Sicché Severo sarebbe morto anno Christi 212. E certo credo che vi sia errore in Xifilino che epitomò Dione. Scrive questo che visse anni 65. m. 11. dies 25. Sparziano scrive che nacque Erucio bis Severo Coss. anno Cristiano 146. aggionga V. S. gli anni della vita 66. saremo nell'anno 212. Duobus Aspris Coss. e correrà la di lui TR. P. XIX. che io trovo nella medaglia Medicea, che manca nell'Occone, ed alla quale con le altre simili nel numero XIX. si deve più credere, che a un codice di Dione scritto per mano dell'abbreviatore Xifilino. Per contrario vi sono due medaglie molto da notarsi nella pag. 375. A. V. 963. Ruffo & Lolliano Coss. ove si leggono questi roversci di Caracalla in due medaglie. 1 PONTIF. TR. P. Cos. III. 2 FORT. RED. P. M. TR. P. XIII. Cos. III. Se nella medesima TR. P. XIIII. è detto Pontif. è segno che era all'ora vivo Severo; che solo era Pont. Max. quale poscia morto nel medemo anno della Tr. P. XIIII. Caracalla fu Pont. M. e perché in quell'anno ritornò dall'Inghilterra a Roma, si segnò Fortunæ reduci. Sparziano però cap. 19. scrive Periit Eboraci & c. anno imperii decimo octavo. Vittore dice: annis regni duodeviginti morbo exstinctus & c. Nella Galleria antica Medicea vi è questa di Severo, che manca nell'Occone. SEVERUS PIUS AUG. P. M. TR. P. XII. Caput laureatum. COS III LUD. SAEC. FEC. S. C. Quinque figuræ juxta aram cum porco sacrificando. Una jacens, nititur pulminari, alia victimam jugulat, tertia tibias sonat, quarta togata, quinta armata. Occone pone questo roverscio ad una di Caracalla. pag. 372. Egli è certo che Severo muorì nel Febrajo, pridie Nonas, scrive Dione; dunque nel mese di Gennajo anno Christi 211. Caracalla era solamente PONTIF. e TR. P. XIIII. sicché la Tr. pot. principiò anno Christi 197. Laterano & Ruffino Coss. Nell'anno 204 che fu secolare, era Tr. P. VII. come si vede nella sua medaglia pag. 372. quale ancora, ch'è rara, si trova nelle Medicee di metallo, che le spiego, benché per una figura diversa dall'Occoniana. Antoninus Pius Aug. PONT. TR. P. VII. COS. LUD. SAEC. FEC. S. C. Sex figuræ ante aram, quarum una vićtimam sacrificat, altera muliebris jacens, brachio dextero innititur pulvinari. Aliæ stant circa aram; una illarum tibias inflat; altera stat prætextata; tertia armata hastam, quarta exuvias Leonis manu tenet. Questa è medaglia rarissima; poiché in quella d'Occone sono nominate solo 5. figure. e quella col Leone che tiene un fulmine nelle fauci, si trova anco nelle Medicee. Quindi se ebbe la Tr. pot. XX. l'ottenne nell'anno 197. In oltre p. 376. pone Occone questo rovescio di Caracalla. P. M.TR. P. XV. IMP. Il. COS. HI. DES. IIII. P. P. Nell'anno Cristiano 213. fu Cos. IIII. Dunque nell'anno 212. terminava la TR. P. XV. nel tempo della quale fu des. cos. IIII. Gli anni della Tr. pot. di Caracalla li stimo da tante medaglie posti da dubbio lontani, il che però non sa che si possa sapere in qual mese dell'anno 197. principiasse la sudetta Potestà. Se V. S. Ill. vorrà cercare i mesi, poco dirà di certo, e vi consumerà molte giornate. Se Caracalla nella Tr. P. XIIII. è detto Pontefice, e poscia Pont. Massimo, muorì in tale anno Severo, o saranno finte le medaglie della Tr. pot. XIX. o anticipatamente battute per adulazione. In tanto ella A. V. 963. dell' Occone ponga prima la medaglia, ove è detto Pontif., che quelle ove si legge P. M. Nelle medaglie della vecchia Galleria vi sono delle colonie di Spagna queste due. IMP. CAESAR DIVI F. AUGUSTUS COS. XII. Caput ejusdem. COL. V. I. CEL. Taurus, TI. CAESAR AUG. PONTIF. AETERNITATI AUGUSTAE C. V. T. T. Spiego questa medaglia ne i Cenotaffi. Tiberio fu creato Pontefice Massimo A. V. 768. VI. IDUS MARTIAS, Gruteri pag. 228. 8. è bellissima l'iscrizione. La medaglia fu battuta prima delli 10. Marzo di quell'anno, perché non è detto Pont. Max. Ciò aggiongo anco perché non so se ella abbia notato, che Tiberio stette alcuni mesi dopo la morte d'Augusto, a prendere il titolo di P. M. Nella nuova Galleria di S. A. di metallo mezzane due così segnate. M. AUREL. ANTONINUS PIUS BRIT. FORT. RED. P. M. TR. P. XIIII. COS. III. P. P. Mulier sedens, dextera temonem, sinistra cornucopiam tenens, & subtus S. C. L'Occone dice mulier stani & c. sicché questa non è nell'Occone. Circa Geta V. S. legga ne i Cenotaffi e vedrà che nel principio dell' anno 208. Geta era ancor Cesare. Nello stesso anno prima che Severo partisse da Roma, lo fece Augusto e li diede la TR. P. così A. 212. fu ucciso TR. P. IIII. Occone nell'ultima della p. 391. pone questo rovescio di Geta. PONTIF. TR. P. IIII. COS. II. DES. IlI. PP. e di Caracalla pag. 376. P. M. TR. P. XV. IMP. II. COS. III. DES. III. Sicché nell'A. 211. i due fratelli Augusti furono designati cos. ma Getta ucciso non iniit cos. IlI. Nelle medaglie di Carteia ho notato questa piccola. Germanico & Druso. Caput mulieris turritum ut in aliis Carteiæ. Cæsaribus. Temon transversus. Carteiæ insigne. Questa mattina ho osservata questa medaglia nella nuova Galeria, ed è grande. M. AUREL. ANTONINUS PIUS AUG. SAECULARIA in gyro, & subtus SACRA. Tres figuræ ante Aram, duæ ad latera, quarum una tibias sonat, altera sinistra lyram tenet. Sarà quella dell'Occone pag. 370. Ivi però scrive il titolo BRIT. che non è nella Medicea, ne per anco era stato acquistato dal Padre. In oltre ho veduta questa di Geta. IMP. CAES. P. SEPT. GETA PIUS AUG. PONTIF. TR. P. II. COS. II. Quatuor figuræ militares, quarum mediæ dexteras jungunt, altera sinistra hastam tenet, duæ vero a tergo duabus mediis laureas imponunt. Di quà si deve correggere l'Occone p. 390. che in tale medaglia pone a Geta P. M. P. SEPTIMIUS GETA PIUS AUG BRIT. / PONTIF. TR. P. III. Cos. II. P. P. Fortuna sedens dextera temonem, sinistra cornu copiam tenens, cum rota in sedi affixa, ac subtus S. C. Manca nell'Occone, è medaglia grande. In oltre questa mattina ho notata questa di Caracalla grande, che non è nell'Occone. M. AUREL. ANTONINUS PIUS. AUG. / PONTIF. TR. P XIII Cos III. P. P. figura militaris dextera ramum, sinistra trophæum tenens. Ho ordinate le medaglie Greche delle città, e popoli dell'Italia, e Sicilia. Quelle dei Brutj sono 118 ma con tre soli roversci differenti. Le Siracusane sono 92. ma tutti i roversci sono nel Paruta. Il foglio è finito e le bacio le mani. Firenze 7. Luglio 1681. Ho scritto con postille per non fare il plico grosso ec." (Noris 1741, lettre XLI, col. 115-119).

References

  1. ^  Occo, Adolf (1579). Imperatorum Romanorum numismata a Pompeio Magno ad Heraclium: quibus insuper additae sunt inscriptiones quaedam veteres, arcus triumphales, et alia ad hanc rem necessaria. Antwerp: Christophe Plantin.
  2. ^  Paruta, Filippo (1612), Della Sicilia descritta con medaglie, Palermo, Maringo.
  3. ^  Mezzabarba Birago, Francesco (1683). Imperatorum romanorum numismata a Pompeio magno ad Heraclium ab Adolfo Occo ne olim congesta, nunc augustorum iconibus, perpetuis historico / Chronologicis notis, plubribusque additamentis illustrata, et aucta. Mediolani: Ex Typographia Ludovici Montiae.
  4. ^  Noris, Enrico (1741), Istoria delle investiture delle dignità ecclesiastiche, scritta dal padre Enrico Noris poi cardinale di santachiesa contra Luigi Maimburgo con dugento, e quatro lettere parimente non più stampate del medesimo autore in materie erudite, in Id., Opera Omnia, V, Mantova: A spese di Gio. Alberto Tumarmani.