Francesco Gottifredi - Leopoldo de' Medici - 1659-5-31

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Francesco Gottifredi - Leopoldo de' Medici - 1659-5-31
FINA IDUnique ID of the page  6057
InstitutionName of Institution. Florence, Archivio di Stato
InventoryInventory number. Carteggio d’artisti, VIII, f° 93-94
AuthorAuthor of the document. Francesco Gottifredi
RecipientRecipient of the correspondence. Leopoldo de Medici
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . May 31, 1659
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Rome 41° 53' 35.95" N, 12° 28' 58.55" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Peter Fitton
LiteratureReference to literature. Filetti Mazza 1998a, Appendice X, p. 502-5041, Molinari 2004, p. 132-133, note 492, Missere Fontana 2009, p. 251, note 107 et p. 265, note 1973
KeywordNumismatic Keywords  roman republican, whitening, cleaning, state of preservation, naples, casted coins, gallienus, julia maesa, price
LanguageLanguage of the correspondence Italian
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 31 mai 1659 (de Rome) : sur le blanchiment des consulaires ; « nello scatolino fattomi inviare da Vostra Altezza Serenissima, ho ricevuto tredici delle medaglie imperatorie d’argento già da me mandate costi, non 14 come mi avvisata, e perché detto scatolino era intatto e ben sigillato, mi persuado che una di esse sia restata costi. Quanto pero al dubbio che Vostra Altezza tiene delle loro antichità, confesso che da buone conietture si move Vostra Altezza a dubitarne perché hanno persa la pelle antica, sono li piani di quasi tutte granellosi, et li profili non hanno quei vivi che appariscano in quelle de cogno che sono contrasegni di medaglie di getto. Dico non di meno a Vostra Altezza, che dette 13, et altre ancora mandate, sono tutte antiche, e tutte queste qualità per le quali Vostra Altezza ne ha dubitato li procedano, perché tali medaglie sono state messe nel bianchimento che è una spetie di quasi acquaforte, il che fanno alcuni antiquari per pulirle di alcuna ruggine o negro, che hanno alcune medaglie, che sono d’argento meno perfetto et le fa bianche, ma quando non si lasciano stare più del dovere, quel bianchimento fa granellosi li piani, et rode quei vivi che sono propri del cogno, osservi non di meno Vostra Altezza che gli orli non hanno bava, né limature, e che l’ugna attacca, che oltre la qualità dell’argento antico, che ben meno perfetto, si cognosce dal moderno, son li contrasegni da distinguer le medaglie d’argento antiche dalle moderne. Ma quello che oltre ciò, a me pare, che possa appagare ogni dubbio di Vostra Altezza, è che essendo queste medaglie quasi tutte non rare tra l’argento, e la spesa del gettarle, si ragguaglia nella maggior parte il loro valore. Concludo che a mio parere sono tutte antiche, ma ancor che tali, se a Vostra Altezza non gradiscano, è in sua libertà di rifiutarle, perché cosi ho convenuto con il padrone, et se questa sera non le rimando come Vostra Altezza mi commandava, e perché aspettando in quest’altra settimana certe medaglie d’argento di Napoli, penso mandarle tutte assieme. Che si trovino medaglie antiche di getto, io non sono di tale opinione. Dico ben a Vostra Altezza, che molte di quelle d’argento degl’imperatori più bassi, come sono delli Gallieni, ò poco avanti, sono così malamente impresse che assai difficilmente si possono conoscere per coniate. Se mi capitara Giulia Mesa d’argento con l’istesso rovescio meglio conservata, la prendero per Vostra Altezza. Ho dopporicevuta l’altra di Vostra Altezza delli 27, nelle quale avvisa la ricevuta delli tre medaglioni, et medaglietta, et circa li prezzi di essi non posso dir altro a Vostra Altezza, se non ch’io ho procurato, et procurero sempre, ogni avant agio maggiore che potro et sapro ; ma circa li tre medaglioni, sappia Vostra Altezza che il padrone ne pretendeva 60 scudi, e tre volte mi è stato necessario di riscrivere per sbatterli tali pensieri dalla testa, quali sue pretensioni sono fondate sopra una stima fatta da chi non li voleva, credo io, comprate molti e molti anni sono, e della quale ne mandai già una copia alla bona memoria del signor Pietro Fittone. Si assecursi pero Vostra Altezza, ch’io usocon quello tutte le parole e persuasioni che so et posso per ridurlo a quel segno che conforme ai nostri tempi,a me pare che Vostra Altezza spenda bene il suo denaro, non avendo io altra premura, se non che di servirla esattissimamente » (Firenze, ASF, Carteggio d’artisti, VIII, f° 93-94 et Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Ms 76 ; M. Fileti Mazza 1998, Appendice X, p. 502-504 ; Molinari 2004, p. 132-133, note 49, Missere Fontana 2009, p. 251, note 107 et p. 265, note 197).

References

  1. ^ Filetti Mazza 1998a 
  2. ^  Molinari, M. C. (2004), “Alcune annotazioni su Francesco Gottifredi (“in cuius verba solent iurare antiquarii ») e la sua collezione numismatica », Atti della Accademia Nazionale dei Lincei. Rendiconti Classe di scienze morali, storiche e filologiche, sér. IX ; vol. XV, p. 121-154.
  3. ^  Missere Fontana, F. (2009), Testimoni parlanti. Le monete antiche a Roma tra Cinquecento e Seicento, Rome.