Laevinus Torrentius - Fulvio Orsini - 1574-1-2

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Laevinus Torrentius - Fulvio Orsini - 1574-1-2
FINA IDUnique ID of the page  800
InstitutionName of Institution. Vatican City, Biblioteca Apostolica Vaticana
InventoryInventory number. Vat. 4105, f° 49-50
AuthorAuthor of the document. Laevinus Torrentius
RecipientRecipient of the correspondence. Fulvio Orsini
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . January 2, 1574 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Liège 50° 38' 42.50" N, 5° 34' 24.31" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Charles de Langhe, Hubert Goltzius
LiteratureReference to literature. Goltzius 15741, Orbaan 1911, no. 33, p. 25-272, Callataÿ 2017, p. 121-122, n° 177.3
KeywordNumismatic Keywords  roman, diadumenianus, domitia, domitianus, local finds, hipsania, augustus, pomponius musa, roman republican, caligula
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia https://www.academia.edu/34630611/2017 Glory and misery of Belgian numismatics from the 16th to the 18th c
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

2 Jan. 1574 (from Liège): “Molto reverendo signor mio osservandissimo. Tornato di Brusella et Anversa la vigilia di Natale trovai quella delli XXI di Novembrio, la quale, per dire il vero, me contristava tutto, non tanto di perder quel’ bello Diadumeniano, perchè havrei possuto mandar un altro, quanto per il dispiacer che hebbi, parendomi che V.S. non si contentasse troppo di fatti miei nel corrisponder a l’amor et affettion sua verso di me. […] Adunque mi rallegro che il Diadumeniano li piace. Io ne ho ancora doi bellissimi, delli quali l’uno ha un rovescio di SPES PVBLICA, l’altro è ordinario. Spero che anco l’Antistius vetus sarà arrivato ; e per di qui innanzi mandare le cose più sicure, farò quel che mi scrive V. S. di adoperar il nostro amorevolissimo M. Henrico d’Ardennna, al quale mando la presente per cipapito con due bellissime medaglie, la Domitia del Langio et il Domitio con OSCA, tanto da lei desiderato, perchè, se ben mi scrive di contentarsi con quella Domitia che tienne, intendendo che non è conservata, voglio che venga questa mi in luogo di quella altra, acciochè in una compagnia tanto honorata non si metta le brute con le belle. Il Domitio non è mio, ma è d’un amico, huomo literato et che si diletta molto d’ogni gentilezza, il quale habbe grandissimo amicitia col Langio, di modo che anco egli è della nostra professione, et supplica che V. S. lo metta in numùero delli suoi, promettendo di servirli con quel medesimo fervore, che faceva il Langhio; è diligente et industrio et ha più otto che non ho io. Spero ogni modo che V. S. se contenterà d’un tal amico. Langio ha hauto da lui Lottius et altre cose non volgari. Io li ho dato in nome di V. S. la medaglia di Didius insieme con l’interpretatione, giungendo un altro luogo di Juvenale Sat. XIII [...] Basta che questo amico è tutto per servir a V. S. Si oltra il Deidio riceverà qualche altra cosetta, come il manca assai, tanto più sarà obligzato; di modo che, se V. S. compra quelle medaglie di Vinetia, trovaremo il modo di aiutarla per qualche parte del prezo a discretion sua. Dal Domitio non accade dubitare più, perchè anco il mio, ch’è perfettissimo; dice OSCA, et so che è trovazto in Spagna insieme con quello ch’io mando a V. S. et di là venuto in Anversa. Oscam vero nobilem et magnam fuisse Hispaniae urbem et quidem moribus disciplinisque Romanorum exornatam, auctor est Plutarchus Sertorio [...] Ma non ho tempo adesso per discorrer sopra così fatte cosé. Il mio Minutio Sabino è anco egli perfetisssimo, et ne manderò il tragitto (sic) subito passata le feste insieme con l’imagine del Langio. Li Augusti del Golzio non sono ancora venuti fuora. Delli tre Augusti che mi scrive V. S. non ho si non quello con un Nettuno che poggia su un globe; li altri doi mi sarano gratissimi. Spero che V. S. ha hauto la nota delli miei Augusti. Se sarà qualche cosa per lei, li scriverò di buonissima voglia. Quello d’oro con Giove Tonante tanto più mi è piacuto, che non haveva primo quel rovescio. Quello d’oro di kosm ho bellissima, et con maggior otto manderò a V. S. la nota di tutte quelle che ho d’oro, incirca di LXX. Solamente desidero tre o quattro consolari d’oro. Ma sopra tutto un Pertinace d’argento. Io ringratio V. S. del consiglio, che mi dà incirca le medaglie del Langio, se ben le ho comprate tutte insieme con la libraria non tanto per bisogno mio, quanto per far bene a doi orfanelli, alli quali ha lasciata questa parte della sua roba. Tra le altre ch’io non haveva, vi è un Pomponio Musa con la lyre bellissimo, di modo che oltra lo Hercules Musarum ho cinque Muse variate. Il Cornificio è assai intiero suberato. Li doi Palicani sono guasti et ne vorrei megliori. Mi piace la considerazione di quelle medaglie di Silano. Havendo il libro di V. S., se niente m’occorre a dirle, lo farò con quelle fede che devo a un mio carissimo da fratello. Nel Suetonio doi mesi sono, che non ho fatto cosa alcuna. Ho finito il Caligula, et adesso essendo più libero delle cose publiche lo ripigliarò per la mano, et mandarò amcune considerationi per saggio a V. S. ringratiandola de la proferta tanto amorevole” (Vatican, Biblioteca Vaticana, Vat. 4105, f° 49-50; see Orbaan 1911, no. 33, p. 25-27).

References

  1. ^  Goltzius, H. (1574), C. Julius Caesar, sive historiae imperatorum Caesarumque romanorum ex antiquis numismatibus restitutae, Liber Secundus, Bruges.
  2. ^  Orbaan, J. A. F. (1911), Bescheiden in Italië omtrent Nederlandsche kunstenaars en geleerden, I, La Haye.
  3. ^  Callataÿ, Fr. de (2017), “Glory and misery of Belgian numismatics from the 16th to the 18th c. as seen through three milestones (Goltz 1563, Serrure 1847 and the Dekesels) and private correspondences”, in J. Moens (ed.), 175 years of Royal Numismatic Society of Belgium. Proceedings of the Colloquium ‘Belgian numismatics in perspective (Brussels, 21 May 2016’), Brussels, pp. 37-129.