Matteo Egizio - Antonio Francesco Gori - 1735-6-14

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Matteo Egizio - Antonio Francesco Gori - 1735-6-14
FINA IDUnique ID of the page  4658
InstitutionName of Institution. Florence, Biblioteca Marucelliana
InventoryInventory number. BVII, 10, f° 13r-14r
AuthorAuthor of the document. Matteo Egizio
RecipientRecipient of the correspondence. Antonio Francesco Gori
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . June 14, 1735
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Naples 40° 50' 9.35" N, 14° 14' 55.61" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Pirro Ligorio, Lucas Holstenius
LiteratureReference to literature.
KeywordNumismatic Keywords  paleography, etruscan, greek, nuceria, bruttium
LanguageLanguage of the correspondence Italian
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 14 juin 1735 (de Napoli): “Lo aver da dipender da un pittore, mi fa risponder troppo tardi alla pregiatissima di V.S: Ill.ma de’ 19 di Aprile, senza soddisfar nemmeno interamente al di lei desiderio, come vorrei. Ma pur confido che la sua singolare umanità vorrà compatirmi. Ora le mando quattro soli disegni di medaglie altri spero nell’entrante. La leggenda di amendue le più grandi sembrami la stessa, e di carattere etrusco, quella delle due più piccole egli è più tosto Greca; e fa rammentarmi del detto di Plinio essere state le antiche lettere latine simiglianti alle Joniche. Se la lettera R scriveasi dagli antichissimi Greci non guari diversamente da quel che si crede degli Etruschi, così [LETTERA], siccome egli è certo delle mie antiche medaglie di [...] (che in Stefano, e Strabone leggesi malamente [Hyvia], leggo [Nukrinum], cioè [Nukrinon] ed eccomi una città etrusca taciuta dal Dempstero, Nucria detta da Stefano = [Noukria polis Turosenias. Filiso ...] ove [Olstenio] [c. 13v] notò = Pyrrhus Ligorius nummun adfert, in cujus uno latere equus stans repraesentatus, additum [Noukrinon]. In altero caput Apollinis coronatum. Qui abbiamo la testa di Apollo in ambedue le medaglie. In uno de’ rovesci due cavalieri, forse i Dioscuri, e sotto caratteri più simiglianti agli Etruschi, che non sono quei della testa. Nell’altro un can levriere, forse lo studio della caccia: né convegon male le opere di Diana alla testa di Apollo suo fratrello. Se [questo] adunque al Ligorio prestar quella fede, di cui si suol sospettare; e si rendere all’Etruria la Città di Nucria. Stefano distinque i Nucerini da’ Nucirini. Polibio, da lui citato nel terzo, parla de’ Nucerini, come di gente in queste regioni novelle, rispetto a’ Cumani, Nolani, e Napoletani: ma ciò non fa ch’essi non siano molto antichi, si chè non potessero usare tal sorte di scrittura. E se di Nuciria si son trovate fra noi medaglie, quando ella non sii a Nocera ne’ confini della [c. 14r] campania, e de’ Picentini, io non saprei dove riporla. Dee considerarsi anche il nome simigliante a quella dell’Umbria, cioè della Toscana, di cui nostra potè esser colonia, o per lo contrario. Il non servirsi di carattere puramente Etrusco, potè nascere dalla vicinanza delle Città Greche, e dal conversare con gli Ausoni, e Pelasgi, siccome accadde a Nola. Conghietture in aria. V.S. Ill.ma ne scelga il meglio, se ve ne ha.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 10, f° 13r-14r – online).