Matteo Egizio - Antonio Francesco Gori - 1741-9-2

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Matteo Egizio - Antonio Francesco Gori - 1741-9-2
FINA IDUnique ID of the page  4664
InstitutionName of Institution. Florence, Biblioteca Marucelliana
InventoryInventory number. BVII, 10, f° 39r-40r
AuthorAuthor of the document. Matteo Egizio
RecipientRecipient of the correspondence. Antonio Francesco Gori
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . September 2, 1741
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Naples 40° 50' 9.35" N, 14° 14' 55.61" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation.
LiteratureReference to literature.
KeywordNumismatic Keywords  book, casted coins, coin die, aes grave, agathocles, punic, draftsman
LanguageLanguage of the correspondence Italian
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 12 septembre 1741 (de Napoli) : “So che quanto prima uscirà in luce il terzo tomo delle Dissertazioni dell’Accademia Etrusca di Cortona. Il nostro dottissimo Sig.r Can.co Mazzocchi mi ha favorito della sua sopra l’origine de’ Tirreni di cui ho fatto stampare apparte alquanti esemplari opera del tutto meravigliosa, e di erudizione riposta e singolare. Il Sig.r Venuti, Abate di Clenac mi fece dono gentilissimamente in Parigi de’ due primi Tomi; onde non potrò [c. 39v] fare a meno di procacciarmi il terzo, tosto che sia pubblicato. Quanto alle medaglie antiche con le lettere HAT, io da parecchi anni ne posseggo tre ex aere fuso, e molto pesanti due di esse sono di una stessa impronta, e propriamente di quella che V.S. Ill.ma rapporta nella tavola CXCVIII del Museo Etrusco n° IV. Ciò basta per chiarire che HAT non dinota Atella perché questa città era ben sei miglia lontana dal mare, e non saprei indovinare per qual cagione ella volesse usare il simbolo de’ pesci. La terza mia medaglia con le medesime lettere è del tutto simile a quella del n.° V eccetto che ella è mal conservata, e vi manca un pezzo della parte superiore. Sul principio, e di primo incontro credei ch’ella forse era aes grave de’ Romani, e che le lettere HAT significassero la famiglia Haterna; ma tosto mi accorsi che ella non fu insigne per Magistrati; onde io sospesi il mio giudizio, insino a tanto che poi fu illuminato da quello di V.S. Ill.ma. Ne ho una ancora similissima a quelle del n. X. Un’altra della grandezza della V, che da una parte ha un pesce lungo ed alquanto sottile con quattro globuli, e dall’altra una specie di fulmine, come quelle delle medaglie di Agatocle, ma di più rozza scoltura, e vi sono parimente quattro globuli, ma paion cinque perché stanno in linea retta coll’impugnatura globosa del fulmine: In una di maggior peso vedesi ambe le parti un Pegaso, e [c. 39v] e sotto come una lettera che per avventura potrebbe essere Cartaginese. Egli è da notarsi che il Pegaso del rovescio corrisponde appuntino a quello del dritto, testa a testa, ali ad ali, gambe a gambe. Lo stesso si osserva in una più picciola, in cui è scolpito un cinghiale che corre, e sotto vi ha tre globuli. Di simigliante grandezza e peso un’altra da una parte ha una conchiglia, come quelle di cui si adornano i pellegrini, con due globuli sotto, e dall’altra un caduceo, presso al quale è come un baston pastorale, simile a quello che accompagna il capo di Nettuno nella med.a della vostra tavola 197 tra che scrivo non ho persona da far disegnare queste medaglie ma se ella lo desidera farò disegnarle esattamente, come ancora due altre, in cui da una parte vedesi una prora di nave di molto rilievo e nell’altra una testa di Eroe, che non ha nulla delle sembianze di Ercole, e par che in vece di aver per celata una testa di lione, abbia quella di un lupo, come qualche bronzo Etrusco: questa medaglia non disconviene a’ popoli Sabini. Mi comandi liberamente.” (Firenze, Biblioteca Marucelliana, BVII, 10, f° 39r-40r – online).