Nicolas-Claude Fabri de Peiresc - Natalizio Benedetti - 1614-5-25

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Nicolas-Claude Fabri de Peiresc - Natalizio Benedetti - 1614-5-25
FINA IDUnique ID of the page  508
InstitutionName of Institution. Avignon, Bibliothèque municipale
InventoryInventory number. Ms 202 (1020), pp. 115-118, minute
AuthorAuthor of the document. Nicolas-Claude Fabri de Peiresc
RecipientRecipient of the correspondence. Natalizio Benedetti
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . May 25, 1614
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Aix-en-Provence 43° 31' 47.42" N, 5° 26' 50.89" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Wenceslas Cobergher, Johann Faber, Charles III de Croÿ, duke of Arschot, Onofrio Panvinio, Antonio Agustin, Fulvio Orsini
LiteratureReference to literature. Carpita 2006, p. 150-151, doc. 91, Callataÿ 2017, p. 95, n° 81.2
KeywordNumismatic Keywords 
LanguageLanguage of the correspondence
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia http://www.numisbel.be/KBGN%20175 Callatay.pdf
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

25 May 1614 (from Aix): “Ma lasciando questo per rispondere alla sua lettera sudetta, io le dirò che il primo libro dell’Huomini illustri dell’Ursino (che fu stampato in Roma in fol.) non si trova per danari, et manco in queste bande che in Italia, di che mi dispiace sommamente non poter dare questa sodisfattione a V.S. Ill.re; ma se per sorte mi! capitasse, ella può essere sicura che glie lo manderò senz’altro. L’altro si di Gio. Fabro in 4° Anversa, con la gionta lo mando per questa medesima strada. Il Colbergo haveva comminciato di stampare le Medaglie Imperiali d’oro dello studio del Duca d’Arscot, ma venendo a morire detto Duca, bisogna che l’opera sii restata imperfetta, al meno io non l’ho mai veduta” (Bibl. Municipale d'Avignon, Ms 202 (1020), pp. 115-118, minute; see V. Carpita 2006, p. 150-151, doc. 9).

RemarksRemarks regarding the annotation. (fr)

Réponse à la lettre du 24 janvier : « ... Ma lasciando questo per rispondere alla sua lettera sudetta, io le dirò che il primo libro dell’Huomini illustri dell’Ursino (che fu stampato in Roma in fol.) non si trova per danari, et manco in queste bande che in Italia, di che mi dispiace sommamente non poter dare questa sodisfattione a V.S. Ill.re; ma se per sorte mi! capitasse, ella può essere sicura che glie lo manderò senz’altro. L’altro si di Gio. Fabro in 4° Anversa, con la gionta lo mando per questa medesima strada. Il Colbergo haveva comminciato di stampare le Medaglie Imperiali d’oro dello studio del Duca d’Arscot, ma venendo a moriredetto Duca, bisogna che l’opera sii restata imperfetta, al meno io non l’ho mai veduta. (...) Ho veduti volontiere la lista de’libri di V. S. Ill.re, ma trovandone io parecchi de quali io non ho havuta notitia, più che tanto io la prego di volermene mandare un’altra lista più distesa, con i titoli intieri de detti libri per meglio distingerli uno dall’altro, et procurerà di mandarle tutti che potrà ritrovare che non sieno trà i suoi. Quanto alli Oboli di metallo io metterò insieme questa vacanze tutti quelli ch’io mi ritrovo, anco di chiarirla di quanto me sarà possibile che non gli prometto la cognitione di tutti,sendocene molti [per] me tropo difficile. Hè (sic) ben vero che si havessi l’improto di tutti quelli di V.S. forzi che la visita de l’uno potrebbe giovare per la dichiaratione di alcun altro. Quella Medaglia Crotoniata o contornita (sic) della quale mi ha mandato l’impronto è belissima, io non ci leggo (come ella dice) SERPENATIUS, ma più tosto SERPENTIUS, et credo che ciò che le ha potuto un A sia in ferro del dardo che tiene in mano, et stimo che sia di quelli Atlheti (sic) che combattevano nell’arena in honore delli quali si potevano fare Medaglie, come facevano all’honore de gli Aurigari vencitori nelli giuochi Circensi, quale è quello Domnus PHILODEMUS, mentionato nella Medaglia di Severo appresso il Panvinio de Ludis Circensibus cap. XI Tabula numero VI, et infiniti altri stravarii (sic) che si veggono per i studii d’Italia. Anzi vorrei credere che fosse stato di quei venatori che combattevano contra le bestie salvatiche per trattenimento del popolo, de quali fa mentione l’istesso Panvinio libro II cap. I Tab. 5 num. III et nello seguente, et che codesto Serpentio con suo dardo havesse vinto quella bestia extravagante che si vede nel rovvescio ferita d’un dardo, con una figura humana giacente appresso che poteva essere l’istesso Serpentio prima atterrato, et poi finalmente vencitore. Che se nella mano destra vogliamo dire che l’istessa figura porti una fonda (sic), di che dubbio per mancamento dell’impronto, havrà usato della fonda, et poi de dardo per offendere quella bestia a noi incognita, con quella coda si lunga. L’una delle due Monete d’argento è di un Re d’Inghliterra vecchio, di che la ringrazio sommamente. La medaglia di Galba sarrebe più fedele che il dissegno quando convenga stamparla. Delle nove Muse stampate nelle famiglie dell’Orsino, et di là transferite nelli Dialoghi di Ant. Augustino io ne ho veduto qualche d’una per sorte, ma non mi ha mai capitato di acquistarne alcuna; hebbi solamente l’Hercole Musarum il quale mando a V.S. qui inchiuso, dispiacendomi di non haver le compagne, ma trovandone le manderò subito; et desidero di sapere chi è quello che lavora intorno le Muse, se le piace, et lo servirò di quanto sarà a me possibile » (Bibl. Municipale d’Avignon, Ms 202 (1020), pp. 115-118, minute ; voir V. Carpita 2006, p. 150-151, doc. 9). Note (Guy Meyer): Le premier livre est Imagines et elogia virorum illustrium et eruditor ex antiquis lapidibus et nomismatib(us) expressa cum annotatione ex bibliotheca Fulvi Ursini (Rome, 1570), et le second, sur le même sujet, mais tiré principalement de monnaies, [Johannes Faber de Bamberg, médecin du pape (1574-1629), Imagines illustrium ex Fulvii Ursini bibliotheca (...), Commentarius (Anvers, 1606). Peiresc avait vu le cabinet du duc de Croÿ et d’Aerschot lors de son voyage en Hollande. Le livre Imperatorum romanorum a Julio Caesare ad Heraclium usque, numismata aurea, (...) Caroli ducis Croii et Arschotani &c., dessiné par Jacob de Bie (autre auteur, Jean Hémelar ou Hemelær, Hollandais, 1580-1655), fut imprimé à Anvers en 1615 (16272). Dans une lettre à Dupuy, du 11 novembre 1627, Peiresc demande à son correspondant « le commentaire de Jo. Hemelarius sur les médailles d’or du duc d’Arscot «, cf. tamizay de Larroque, Peiresc, Correspondance, I, Lettre LXXVIII, p. 410 (vente des livres de M. Aleaume). Peiresc fait allusion à propos de la monnaie « SERPENTIVS «, à Onofrio Panvinio, de Vérone, de Ludi circensibus libri II (Rome, 1600), p. 26 et la planche qui fait suite, et à la planche qui suit la p. 86. (fr)

References

  1. ^  Carpita, V. (2006), "Natalizio Benedetti e Nicolas de Peiresc: dal gusto per le «anticaglie» agli esordi dell’archeologia", in M. Fumaroli (dir.), Fr. Solinas (éd.), Peiresc et l’Italie. Actes du colloque international de Naples, le 23 et le 24 juin 2006, Paris, pp. 141-153.
  2. ^  Callataÿ, Fr. de (2017), “Glory and misery of Belgian numismatics from the 16th to the 18th c. as seen through three milestones (Goltz 1563, Serrure 1847 and the Dekesels) and private correspondences”, in J. Moens (ed.), 175 years of Royal Numismatic Society of Belgium. Proceedings of the Colloquium ‘Belgian numismatics in perspective (Brussels, 21 May 2016’), Brussels, pp. 37-129.