Philipp von Stosch - Giovanni Cristofano Amaduzzi - 1744-1-4

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Philipp von Stosch - Giovanni Cristofano Amaduzzi - 1744-1-4
FINA IDUnique ID of the page  7230
InstitutionName of Institution. Savignano, Biblioteca di Palazzo Vendemini
InventoryInventory number.
AuthorAuthor of the document. Philipp von Stosch
RecipientRecipient of the correspondence. Giovanni Cristofano Amaduzzi
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . January 4, 1744
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Florence 43° 46' 11.53" N, 11° 15' 20.09" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation.
LiteratureReference to literature. Justi 1871, Lettre VIII, p. 18-191
KeywordNumismatic Keywords  roman, coin weight, metrology, roman republican, augustus, coin denominations, lead coins, tokens
LanguageLanguage of the correspondence Italian
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 4 Janvier 1744 (de Florence) : « Intorno al peso della moneta romana chiamata assis essere stato tempo di Augusto ridotto al peso di mezz’ oncia lo mostrano chiaramente li assi battuti in tempo della scadenza della repubblica. Le suddivisioni poi del medo assis, cioè li semisses, trientes et quadrentes si sono continuati a battere quasi sino al tempo di Gallieno ; e se mai lei ritorna in questo paese, gliene posso mostrare delle prove convincenti di questa verità con mostrarle la mia raccolta del piccolo bronzo, così detto benchè quel piccolo bronzo si potrebbe suddividere in tre classi, cioè Semisses, trientes et quadrantes ; per dargliene un esempio ho voluto pesare le medaglie di bronzo ch’ io tengo di Nerone di perfetta conservazione, e ho trovato, che il gran bronzo, cioè il dupondio di due assi pesa grani 576. Fra le medesime mezzane ne ho trovato che pesano appunto la metà, cioè grani 288 ; e quelli credo essere li assi di quelli tempi. Se ne trova ancora dell’ atre con il rovescio Genio Augusti che pesano appunto grani 144, e li credo semissi. Ve n’ è poi dell’ altre battute sulli giuocchi ceriali (nb : seculari ?), che pesano grani 90, che si può credere essere li trienti. Altre più piccole che portano da una banda una lira, e pesano grani 72, che si deve supporre essere quadrantes, moneta molto usitata ; e ne tengo di quest’ ultima specie, delle quali quattro facevano un asse, moltissime di diversi imperatori. Delli sestanti, e unzie (così dette per il loro primitivo peso) non credo che sino state battute dopo il tempo che l’assis è doventano semiunzia, perchè sarebbero doventate troppo piccole, e avrebbe più costato a fabbricarle di quello valessero ; benchè nelli conti hanno sempre conservato quelli nomi, come nel contare la moneta fiorentina del picciolo cioè la quarta parte d’un quattrino, benchè tal moneta non esista oggidì. Intorno poi alle monete di piombo usitate presso li antichi Romani se ne trova una gran quantità, che eccede il n[umer]o di 300 diverse ; ma come tutte queste sono totalmente diverse dalle altre monete imperiali, ed essendo tutte fuse, e non coniate, non credo che abbino avuto uso nel commercio, ma che l'abbino servito come li nostri gettoni per l'abaco, ovvero per segni di pagamenti che dovevano farsi in buona moneta, come spesso si pratica oggidì di dare alli artefici nelle opere grandi delli segni di piombo, cartone o cuojo ec., li quali al fine della settimana sono contracambiati in buona moneta. Le repeto ancora che quando V. S. Illma vorrà attentamente considerare quelle monete romane di bronzo, che il volgo degli antiquari confonde sotto il nome di piccolo bronzo, distinguerà fra esse facilmente quelle chiamate quadranti, delle quali quattro fanno id peso di una moneta di mezzana grandezza conservata, e si deve naturalmente suppore, che erano infinitamente più comuni ne' tempi delli antichi romani imperatori. » (Savignano ; Justi 1871, Lettre VIII, p. 18-19).

RemarksRemarks regarding the annotation. (fr)

Proéblème évident de date (en 1744, Amaduzzi à 4 ans). (fr)

References

  1. ^  Justi, Carl (1871), Antiquarische Briefe des Baron Philipp von Stosch, gesammelt und erläutert C. von Justi, Marburg.