Sebastiano Erizzo - Antonio Veranzio - 1571-1-26

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Sebastiano Erizzo - Antonio Veranzio - 1571-1-26
FINA IDUnique ID of the page  4811
InstitutionName of Institution. Vicenza, Biblioteca civica Bertoliana
InventoryInventory number. Ms 277, cc. 176r-177r
AuthorAuthor of the document. Sebastiano Erizzo
RecipientRecipient of the correspondence. Antonio Veranzio
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . January 26, 1571 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Venice 45° 26' 13.88" N, 12° 20' 4.52" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation.
LiteratureReference to literature. Erizzo 15681, Erizzo 15712, Missere Fontana 2013a, p. 333, notes 45-46, p. 336, notes 82, 903, Marconato 2018, p. 306-3074
KeywordNumismatic Keywords  exchange, book, collection
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia http://paduaresearch.cab.unipd.it/10511/1/marconato claudia tesi.pdf
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

Lettre du 26 janvier 1571 (de Venise): "ALL’ARCIVESCOVO DI STRIGONIA. Mi è venuto a ritrovare, per nome di vostra signoria illustrissima un cameriere di monsignor Patriarca di Venetia mio zio, et mi ha mostrato una lettera scrittali da un amico suo, nella quale si fa mentione di me, essendoli per quella detto che vostra signoria desidera di conoscermi e d’havere per sua cortesia la mia amistà, ramemorando che già alcuni anni ella hebbe conoscenza di mio padre, in tempo ch’egli si ritrovava bailo in Costantinopoli, dove essa era parimente, con molte parole scritte in detta lettera honorate della persona mia. Onde mi è paruto scrivere la presente a vostra signoria illustrissima per renderle con quella affettione ch’io debbo, se non quelle gratie et così grandi, come si converriano, al meno quelle che per me si possono; e tanto più che ’l sudetto cameriere, per la lettera scrittali, mi ha richiesto quelle opere che in più vite sono uscite in luce, delle mie, insieme col libro sopra le medaglie degli antichi, con le loro dichiarationi, ultimamente in questa terza ditione ristampato con l’aggiunta. Là onde per accompagnare questi libri con alcuna mia lettera, le ho scritto la presente, dicendole che per continuare l’amicitia ch’essa haveva già con mio padre, da me non si mancherà di usare questo amorevole ufficio di scriverle alcuna volta; et hora per sodisfarla, ho trovati tutti li miei libri scritti fin qui, de’ quali io ho fatto un fagotto, et gliene faccio dono; prendomi allo ‘ncontro di guadagnare assai, da farli comparire alla presenza, et a richiesta di un Signor tale, così virtuoso e cortese, quale io veggo essere vostra signoria illustrissima oltre che vi si aggiugne la somiglianza degli fluidi, che fa che per natura e convenevolezza s’habbiano ad unire gli ani=//[c. 176v] mi nostri di scambievole amistà e benevoglienza, mercé della sua gentilezza, dilettandosi ella delle cose antiche, come fa, nel qual diletto mi ritrovo ancora io già molti anni. Secondo il detto di quel poeta, che la natura e Dio, tirando sempre il simile al suo simile, per questa via congiugne gli animi humani, ma spetialmente per mezo della virtù; donde spesse volte aviene che coloro che mai non si sono veduti, over conosciuti, sieno costretti ad amarsi l’un l’altro. La diletatione mia è di medaglie di metallo solamente, la quale è stata occasione di farmi scrivere la presente opera, che le mando, con grandi fatiche e vigilie et rivolgimento di molti libri. Io ho ancora appresso di me le traduttioni di alquanti dialoghi di Platone, dalla lingua greca nella volgare, con annotationi, et commentarii, cioè il Timeo, con le sue annotationi, l’Eutifrone, overo della santità, l’Apologia di Socrate, il Critone; et tutti questi dialoghi hanno le loro annotationi nel fine. Tradussi ancora il Fedone, overo dell’anima, dialogo di Platone molto importante e difficile, al quale perciò soggiunsi un comentario intiero, ma questi dialoghi non sono ancora usciti in luce. Mi sarebbe carissimo l’esser vicino a vostra signoria illustrissima, overo ch’io mi ritrovassi in loco, dove ella fusse, perché le mostrerei lo studio mio delle medaglie di metallo, nelle quali penso ch’ella ritroveria alcuna che le piacesse; et so che delle sue io ne vederei di bellissime, e spetialmente di metallo, che più mi piacciono, che quelle d’oro, o di argento. Né essendo questa per altro, che per salutarla, e per dar compagnia alli libri, ch’io le mando, le dico per ultimo, ch’io sento//[c. 177r] infinito obligo a vostra signoria illustrissima del conto ch’ella tiene di me, e delle honorate lodi che essa mi dà, che a me certo non si convengono, ma ad altri maggiori soggeti; pregandola a volermi tenere in sua buona gratia, basciandole le mani, et a lei per sempre et ad ogni suo sevigio proferendomi. Di Vinegia, li XXVI di genaio 1571." (Vicenza, Biblioteca civica Bertoliana, Ms 277, cc. 176r-177r; voir Missere Fontana 2013a, p. 333, notes 45-46, p. 336, notes 82, 90; Marconato 2018, p. 306-307).

References

  1. ^  Erizzo, Sebastiano 1568. Discorso di M. Sebastiano Erizzo sopra le medaglie de gli antichi, con la particolar dichiaratione di esse medaglie …, nuovamente ristampato ... In Vinegia: Appresso Giovanni Varisco, et compagni.
  2. ^  Erizzo, Sebastiano (1571), Discorso di M. Sebastiano Erizzo sopra le medaglie de gli antichi: con la Dichiaratione delle monete consulari, & delle medaglie de gli imperadori romani : nella quale si contiene una piena & varia cognitione dell'istoria di quei tempi di nuovo in questa terza editione ristampato, Vinegia.
  3. ^  Missere Fontana, F. (2013), "Sebastiano Erizzo tra collezione, epistolario e riscrittura", Numismatica e Antichità Classiche, 42, pp. 329-355.
  4. ^  Marconato, Claudia (2018), Edizione critica dell'epistolario di Sebastiano Erizzo, letterato veneziano del secondo Cinquecento, Unpublished PhD, Padua-Liège.