Sebastiano Erizzo - Leonardo Conosciuti - 1564-1-3

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Sebastiano Erizzo - Leonardo Conosciuti - 1564-1-3
FINA IDUnique ID of the page  4753
InstitutionName of Institution. Vicenza, Biblioteca civica Bertoliana
InventoryInventory number. Ms 277, f° 120v-122r
AuthorAuthor of the document. Sebastiano Erizzo
RecipientRecipient of the correspondence. Leonardo Conosciuti
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . January 3, 1564 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Venice 45° 26' 13.88" N, 12° 20' 4.52" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation.
LiteratureReference to literature. Missere Fontana 2013a, p. 336, note 801, Marconato 2018, p. 220-221.2
KeywordNumismatic Keywords  duplicates, augustus, roman, trebonianus, gift
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia http://paduaresearch.cab.unipd.it/10511/1/marconato claudia tesi.pdf
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 3 mars 1564 (de Venise) : "AL REVERENDO MONSIGNOR LEONARDO CONOSCIUTO Molto reverendo signor mio. Io ricevei lunedì, che fu il primo del mese, le amorevoli lettere di vostra signoria, insieme col suo cortesissimo presente, col quale certo non accadeva che ella face esse dimostratione dell’affettionato animo suo verso di me, perché senza usare questi termini meco, havendo io per quella sola volta ch’io conobbi vostra signoria compresa la sua dolce natura et i suoi laudevoli costumi, presumeva fra me stesso di essere amato da lei. Io le rendo adunque quelle gra=//[c. 121r]tie, le quali posso maggiori della cortesia da lei ricevuta. Et non potendo con parole rispondere alle officiose parti della sua lettera, così piene di amore, come di umanità (conciosia ch’io non le saprei sì efficaci formare, come si converrebbe) serberò nell’animo mio l’obligo ch’io le sento. Onde per non potere io infatti giungere al merito di tanta sua cortesia, col mostrarle almeno ch’io mi ricordi di quelle cose delle quali vostra signoria prende molto diletto, mi è paruto di far conoscere, che ancora io tengo memoria di lei. Mandole adunque in dono medaglie quattro di metallo antiche, del numero di quelle che nelle mie cassette mi ritrovo haver doppie, //[c. 121v] perché essa habbia dinanzi una ricordanza della nostra amicitia, vedendole spesso infra le sue, le quali goderà per mio amore. Et sono queste un Nerone con la decursione per riverso; un Marco Aurelio Antonino, col riverso dell’aquila, augel di Giove, che porta l’anima di questo principe in cielo in segno della sua consecratione; il carro con gli elefanti del divo Augusto, sopra il quale si vede la statua di quello che si soleva portare a processione nelle pompe circensi; et un Treboniano Gallo, medaglia della serie della quale io so che vostra signoria si diletta. Adunque se le medaglie non sono di quella eccellenza, che, alla qualità della persona sua et della amorevolezza che ella ha verso di me mostrata, si //[c. 122r] ricchiederebbe, vostra signoria accetterà l’animo mio molto maggiore del presente, il quale animo solo può abbracciare le cose infinite et può per conseguente haver proportione col gran merito ch’ella ha meco della sua cortesia. Non le sarò più lungo, fuor che a lei per sempre mi raccomando et profero. Di Vinegia, li III di genaro MDLXIIII» (Vicenza, Biblioteca civica Bertoliana, Ms 277, f° 120v-122r ; F. Missere Fontana 2013, p. 336, note 80).

References

  1. ^  Missere Fontana, F. (2013), "Sebastiano Erizzo tra collezione, epistolario e riscrittura", Numismatica e Antichità Classiche, 42, pp. 329-355.
  2. ^  Marconato, Claudia (2018), Edizione critica dell'epistolario di Sebastiano Erizzo, letterato veneziano del secondo Cinquecento, Unpublished PhD, Padua-Liège.