Sebastiano Erizzo - Pier Antonio Tollentini - 1566-5-9

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Sebastiano Erizzo - Pier Antonio Tollentini - 1566-5-9
FINA IDUnique ID of the page  4806
InstitutionName of Institution. Vicenza, Biblioteca civica Bertoliana
InventoryInventory number. Ms 277, f° 128v-130r
AuthorAuthor of the document. Sebastiano Erizzo
RecipientRecipient of the correspondence. Pier Antonio Tollentini
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . May 9, 1566 JL
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Venice 45° 26' 13.88" N, 12° 20' 4.52" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Girolamo Ruscelli
LiteratureReference to literature. Erizzo 15681, Missere Fontana 2013a, p. 332, note 27, p. 342, note 1502, Marconato 2018, p. 230-232.3
KeywordNumismatic Keywords  lead coins, publisher, health, book, philip the arab, patina, secular games, marcus aurelius
LanguageLanguage of the correspondence Italian
LinkLink to external information, e.g. Wikpedia http://paduaresearch.cab.unipd.it/10511/1/marconato claudia tesi.pdf
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 9 mai 1566 (de Venise) : « AL SIGNOR PIER’ANTONIO TOLLENTINI Hieri mi furono portate due lettere di vostra signoria, l’una et l’altra del primo del mese presente, insieme con X forme di medaglie in piombo, alle quali lettere io risponderò in quelle parti dove farà bisogno. Et prima quanto all’infirmità del signor Girolamo Ruscelli, mi soviene di haver dato aviso a vostra signoria, per mezo di quello stampatore che già li mesi passati mi rese le sue lettere, che fu che il sopradetto signor Ruscelli erano forse otto mesi che si stava infermo nel letto et che quantunque esso fosse stato per l’adietro a gran rischio della vita, però allora era migliorato. La sua infirmità è stata prima un flusso pathito di sangue, con corrosione degli intestini, che gli havea cagionata una ulcera in quelle parti, malagevole a curarsi; ma poi, essendogli quel flusso di sangue restato, esso signor Ruscelli havea contratta un’altra infirmità d’idropisia con gonfiezza del ventre continua, con la quale tutta via va perseverando molto magro, anzi estenuato et assai giallo nel volto, debiliso et con poca virtù, con certa febre lenta. Di maniera che, havendo io parlato li giorni passati col suo medico, ritrovandomi in casa sua in disparte, mi disse già buoni giorni che non vi era speranza di salute in lui, ben poteva durare qualche di così in mal termine, come si// [c. 129r] trovava. Avegna che, havendo io hieri quando ricevei queste di vostra signoria mandato il mio servidore a lui parlandogli, esso stesso gli disse che stava meglio. Ma però questi librari, che hanno negocii con lui, mi hanno hoggi affermato l’opposito, ciò è che egli non può vivere, fuor che qualche giorno et hore. Di che mi duole infinitamente; pur bisogna acquetar1 l’animo, et darsi pace. Quanto che vostra signoria mi prega la voglia avisare se il detto Ruscelli ha ordinato il suo testamento. Le dico che havendone io addimandato persone che lo possono sapere, mi fu risposto, lui non havere altrimente testato et che ha un fratello et forsi dui, c’hanno figliuoli di maniera che tutto quello che ci sarà, perverrà per successione a costoro. Quanto a quegli scritti, che vostra signoria dice saver già cinque anni mandati a lui dentro una casetta et che morendo il detto Ruscelli la desidereria ricuperare i detti libri, le rispondo che se ella ha lettera del sudetto dell’haver ricevuto i libri, farebbe mestieri che, mandando per chiarezza questa lettera qua, la instituiste alcun suo amico procuratore, che subito morto per via di giudicio procacciasse di ricuperare questi libri, perché a colui io non mancherei di buon’indriccio, siché, se si trovassero in casa alla morte sua, si haveriano. È vero ch’io per miei convenienti rispetti, non// [c. 129v] accetterei tal procura. Ma quanto a quel libro legato et coperto di corameii in 4°, che vostra signoria mi scrive haver mandato al detto Ruscelli con molti disegni di riversi di medaglie, le dico di haver veduto già sono più di dui anni questo libro in man sua, che lo mi mostrò, né so poi quello sia stato fatto di esso libro. È ben vero che se si ricuperasse infra le altre cose questo libro, mi sarebbe carissimo che vostra signoria desse ordine a questo suo procuratore, che mi fosse mostrato o lasciato per alcun giorno da vedere. Ma bisognerebbe che subito ella ordinasse qui ad alcun suo fido amico che mi venisse a ritrovare, perché cautamente io lo metterei su la strada di ricuperare quel che si trovasse in casa di tali sue scritture, perché chi tarda, sopravenendo poi la morte del signor Ruscelli, questi libri si dilegueranno talmente che essa non ne potrà haver più novella alcuna. Et sopra ciò non le dirò più altro. Quanto alle forme delle X medaglie da vostra signoria mandatemi, tutte sono medaglie communi, delle quali si trovano assai, fuorché quella di Filippo col cervo per riverso battuta in tempo dei giuochi secolari, celebrati di Commodo col Giove Conservatore per riverso et io ne ho una bellissima con la vernice verde, che è intiera, ma la X et ultima medaglia non conosciuta da vostra signoria //[c. 130r] è di Marco Aurelio Antonino Filosofo, che ha cotale iscrittione intorno alla testa: «M. ANTONINUS AUG. TR. P. XXVII». Ha per riverso il bellissimo tempio di Mercurio, sostenuto da quattro termini, in vece di colonne, dentro il quale vedesi il simolacro del dio Mercurio. Et di sopra il frontispitio del tempio, si veggono il gallo, la pecora, la borsa et il caduceo, cose tutte attribuite a questo dio; la qual medaglia fu battuta a questo principe in Roma. Perché potrebbe essere che questo tempio di Mercurio fosse stato da questo principe ristaurato, le lettere dal riverso così si leggono: «IMP. VI COS. III» et «S.C.» et sotto la base del tempio leggesi appresso cotale iscrittione: «RELIG. AUG.», ciò è «Religio Augusti». Questa medaglia è rara et io ne ho una assai intiera. Il libro mio tarda alquanto più ch’io non credeva a principiarsi a stampare per haver bisogno di racconciare et rifare alcune delle figure vecchie et che haveano diversi errori, et questo perché il detto libro in questa 2ᵃ editione riesca perfetto da ogni parte. Io non sarò più lungo con vostra signoria, fuor che le bacio le mani et le prego ogni felicità. Di Vinegia, li 9 di maggio 1566. // [c. 130v] Doppo scritto, hoggi che siamo alli X, il signor Girolamo Ruscelli è passato a meglior vita, et non fu buono il miglioramento sopradetto, conciosia, che i suoi di casa l’hanno tenuto secreto così morto un giorno, senza che egli si sapesse, et hoggi è stato sepolto. È uscita fuori in istampa una opera sua delle imprese molto bella, con le figure in istampa di rame, piena di dottissimii discorsi sopra molte imprese di principi, et d’altri ch’io stimo essere il meglio, che il detto signor Ruscelli scrivesse mai" (Vicenza, Biblioteca civica Bertoliana, Ms 277, f° 128v-130r ; F. Missere Fontana 2013, p. 332, note 27, p. 342, note 150).

References

  1. ^  Erizzo, Sebastiano 1568. Discorso di M. Sebastiano Erizzo sopra le medaglie de gli antichi, con la particolar dichiaratione di esse medaglie …, nuovamente ristampato ... In Vinegia: Appresso Giovanni Varisco, et compagni.
  2. ^  Missere Fontana, F. (2013), "Sebastiano Erizzo tra collezione, epistolario e riscrittura", Numismatica e Antichità Classiche, 42, pp. 329-355.
  3. ^  Marconato, Claudia (2018), Edizione critica dell'epistolario di Sebastiano Erizzo, letterato veneziano del secondo Cinquecento, Unpublished PhD, Padua-Liège.