Apostolo Zeno - Matteo Egizio - 1728-1-7

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Apostolo Zeno - Matteo Egizio - 1728-1-7
FINA IDUnique ID of the page  6733
InstitutionName of Institution.
InventoryInventory number.
AuthorAuthor of the document. Apostolo Zeno
RecipientRecipient of the correspondence. Matteo Egizio
Correspondence dateDate when the correspondence was written: day - month - year . January 7, 1728
PlacePlace of publication of the book, composition of the document or institution. Vienna 48° 12' 30.06" N, 16° 22' 21.00" E
Associated personsNames of Persons who are mentioned in the annotation. Gian Domenico Bertoli, Sebastiano Paoli
LiteratureReference to literature. Zeno 1752, lettre n° 256, p. 505-5061
KeywordNumismatic Keywords  forgeries, collection numbers, catalogue, collection sale, recutting, museo certosino
LanguageLanguage of the correspondence Italian
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Grand documentOriginal passage from the "Grand document".

-Lettre du 7 jan. 1728 (de Vienne) : « Poco pertanto vi dirò circa l’affare delle medaglie. O esser piacere del nostro augustissimo, che si dia fine a tante dicerie, e se gli altri saranno lo stesso che io, la cosa non anderà più oltre : di che preò temo molto. Quel solo che posso dirvi, si è non esser vero quello che costì si vogifera, che la più parte delle medaglie venute da Roma siensi trovate false. Il numero intero delle medaglie del Museo Certosino passato nel Tesoro Cesareo, arriva a quello di 2350 circa. Tutta la passione di chi tali le ha giudicate, non ha saputo ridurle al numero di 175 delle quali io so per certo esser pocchissime quelle, che non sieno d’indubitata antichità e sincerità, levandone 25 in circa da questo numero, che nello stesso catalogo de’ Certosini erano notate per false assolutamente, ovvero per bulinate e rifatte. Fortissimi motivi, i quali ho esposti umilmente al clementissimo mio padrone, e che sono stati da lui benignamente approvati, come pure da tutti i miei protettori ed amici, mi hanno persuaso a non intervenire, benchè più volte richiesto e sollecitato, a vedere il museo medesimo, e a darne il mio giudicio, qualunque e’ fosse per essere. Questa mia ritirata è spiaciuta solamente a taluno, che poi ha cercato, e tuttavia cerca di farmene una colpa : ma io non me rido, sapendo di aver pesatamente e onestamente operato. Un altra cosa debbo soggiugnervi, e siatene persuaso, che ‘l sig. Bertoli e ‘l P. Paoli hanno rettamente operato senza dar luogo a dubbiezza alcuna, che possano esser stati ingannati da chi che sia, avendo eglino praticate le possibili diligenze, perchè il padrone restasse ben servito. Per maggior lume della verità, si son fatte replicate instanze dall’onoratissimo Sig. Bertoli, che le medaglie riprovate fossero rimandate in Roma, acciocchè fossero primieramente riconosciute per quelle, che ha ricevute in consegna, e poi per quelle che sono, cioè se spurie o legittime, sincere o falsificate. Il passo è stato impedito dal timore ben giusto di quegli, che diversamente hanno parlato e scritto in più luoghi. Dopo ciò formatene voi con la solita vostra saviezza il maturo giudicio » (Zeno 1752, lettre n° 256, p. 505-506).

References

  1. ^  Zeno, A. (1752), Lettere di Apostolo Zeno cittadino veneziano istorico e poeta cesareo. II, Venice.